Affitti brevi e normative

Affitti brevi: di cosa si tratta
Nell’ambito degli affitti vi è disponibilità di scelta fra numerose e diverse formule contrattuali, in relazione alle esigenze di proprietario ed affittuario, in base alla durata temporale nel quale si necessita la locazione dell’immobile e alla natura dell’accordo. Tratteremo qui di affitti brevi, cosiddetti perché prevedono un arco temporale di locazione di breve durata, sempre inferiore ai 18 mesi. E’ possibile affittare un appartamento per intero ma anche una singola stanza, formula ben gradita a studenti fuori sede o turisti: il canone di locazione può essere soggetto a variazioni di natura stagionale e non è vincolato dunque da quote fisse. I canoni di locazione comunque sono soggetti a tassazione Irpef e devono essere visibili nella dichiarazione dei redditi del proprietario dell’immobile.
Aggiustamenti alle normative
L’ANAMA, Associazione Nazionale Agenti e Mediatori d’Affari, ha recentemente richiesto alla Camera alcuni aggiustamenti alle normative riguardanti gli affitti brevi. In accordo con la Confesercenti, L’ANAMA ha richiesto, nel dettaglio, di far sì che la legge in materia non obblighi più gli agenti immobiliari a svolgere il ruolo di esattore delle imposte, pur mantenendo l’impegno di comunicare la firma del contratto di affitto breve all’Agenzia delle Entrate. Dunque, tale Associazione prometterebbe, a nome dell’intera categoria, di provvedere a svolgere il ruolo di garante del rispetto delle norme riguardanti il fisco ma senza provvedere alla messa in atto di incombenze che esulano dalle prerogative degli agenti, a meno che, come dichiara il Presidente dell’Associazione, non si metta mano all’intera normativa apportando modifiche a livello di tutela e diritto professionale nei riguardi degli agenti immobiliari, che nei fatti non svolgono unicamente, come da legge, attività di impresa commerciale ma mansioni specializzate e professionali.